Le discoteche chiedono di riaprire in fretta. Ecco le loro proposte
Silb, una piattaforma di misure per agevolare l’avvio dell’attività: sanificazioni quotidiane, no al servizio al banco bar, controllo della temperatura corporea all’ingresso. Secondo voi, è sufficiente? Siete favorevoli?
Dice Ettore Bocciardo, presidente Silb Fepag-Confcommercio della città metropolitana di Genova: “Il settore delle discoteche ha subìto negli ultimi decenni una profonda trasformazione che, nel tempo, ha portato una quota significativa di locali notturni ad indirizzarsi verso un’offerta più ampia rispetto al concetto di locali in cui ci si reca esclusivamente per ballare e consumare bevande. L’offerta è stata integrata con servizi quali la ristorazione e, di fatto, molte discoteche si sono trasformate in “ristoranti dove si balla. Una conseguenza di questa trasformazione è la diminuzione dello spazio dedicato alla pista da ballo, che è stata via via ridotta nello spazio occupato all’interno dei locali risultando, di fatto, una porzione che nella maggior parte dei casi non arriva al 10% della superficie totale.
Un ulteriore fenomeno verificatosi è che sempre più la clientela richiede il tavolo prenotato e trascorre la maggior parte del tempo, o se non tutto il tempo, nello spazio intorno ad esso. Una situazione assimilabile a quella dei ristoranti e la clientela viene servita con consumazioni direttamente al tavolo, senza necessità di recarsi al banco bar”.
“Desideriamo effettuare alcune considerazioni – dice Stefano Rosina, vice presidente Silb – che riteniamo fondamentali. I giovani si ritroveranno comunque in altri posti come, ad esempio, feste in casa, in campagna o in luoghi dove non sarà garantita alcuna forma di sicurezza: prevenzione incendi, uscite di sicurezza, solidità strutturale dei locali, personale formato al primo soccorso. Lo faranno per fare o ascoltare musica e ballare, rendendo difficile se non impossibile impedire fenomeni di assembramento incontrollato. La discoteca potrebbe, al contrario, rappresentare il posto più sicuro e controllabile per offrire comunque un’opportunità alla voglia dei giovani di stare insieme. I locali da ballo autorizzati sono gli unici ad essere sottoposti a controlli, ad aver ottenuto la necessaria agibilità da parte delle Commissioni di vigilanza, ad avere per legge un servizio di sicurezza in possesso di apposito decreto prefettizio e personale formato per il primo soccorso e la prevenzione incendi>.
<In merito alle nostre proposte – continua Bocciardo – sulla riapertura delle discoteche nella “fase 2”, in attesa di una “fase 3” con ritorno alla normalità, elenchiamo una serie di proposte>.
*Ingresso riservato solo su prenotazione con tavolo riservato, conseguendo così due obiettivi: tracciabilità di chi entra durante la serata (a fronte di un eventuale positività) e rispetto assoluto del numero di persone consentite in osservanza delle norme sulla distanza interpersonale;
*Sottoscrizione di idonea autocertificazione, da parte dei clienti, attestante che questi non è affetto da condizioni di virus;
Obbligo di avere attiva sul proprio telefono, prima di entrare nel locale, la app di tracciamento dei contagi, qualora operativa da parte del Governo,
*Corsie d’ingresso con distanziatori e servizio d’ordine a vigilare;
*Controllo temperatura corporea all’ingresso;
*Postazioni, distribuite all’interno del locale, di gel igienizzanti;
Tavoli rotondi dimensione 180 cm. di diametro (massimo 5 posti al tavolo) o tavoli quadrati dimensione 150 cm. x 150 cm. (massimo 4 posti al tavolo);
*Camerieri e personale con mascherina e guanti;
*Adeguato servizio d’ordine, che faccia rispettare le distanze all’interno del locali e nei relativi bagni;
*Videosorveglianza;
*Nessun servizio al banco bar;
*In considerazione che le discoteche hanno un’agibilità, rilasciata dalla Commissione Comunale di Vigilanza, che prevede un affollamento massimo di 1,2 persone ogni metro quadrato, proponiamo la diminuzione di detto valore a 0,8, garantendo così 1,25 metro quadrato a persona;
*Sanificazione dei locali giornaliera e comunque conforme a quanto verrà stabilito per bar e ristoranti;
*Incrementare spettacoli dal vivo rispetto alla pura discoteca con disk jockey;
*Spazio dedicato a controlli eventuali delle autorità preposte per test sierologici su covid-19”.
<Con l’adozione delle misure sopra indicate – concludono Bocciardo e Rosina – riteniamo si possa garantire una migliore prevenzione da contagio rispetto ad altre attività, considerando gli ampi spazi offerti dalle discoteche (al chiuso e, durante la stagione estiva, in molti locali, all’aperto).
Le nostre attività risultano essere di medio basso rischio – fonte articolo di stampa del 18 aprile 2020, valutazione task force presieduta da Vittorio Colau su base tabelle Inail – per cui, con l’adozione delle misure sopra esposte probabilmente diventerebbero attività a basso rischio>.


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